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Archivi di Balbo

L'Associazione Trasvolatori Atlantici è lieta di diffondere  l'articolo pubblicato dal quotidiano “La Nuova Ferrara”, a firma Samuele Govoni, sulla donazione di Paolo Balbo, figlio del Maresciallo dell' Aria Italo Balbo e Presidente onorario dell'A.T.A., della collezione completa del quotidiano "Il
Corriere Padano", fondato dal padre, all'Istituto di Storia Contemporanea Ferrarese, il quale dedicherà una stanza a documenti e cimeli dell'illustre personaggio. (B.D.)

 

Gli archivi di Balbo donati a Ferrara e a Roma

Il figlio Paolo lascia alla città estense tutto il Corriere Padano. Anna Quarzi (Istituto storia contemporanea): una donazione che rappresenta un patrimonio importantissimo di studio  di SAMUELE GOVONI

 

 

FERRARA - «Questo istituto è estremamente grato alla famiglia Balbo che ha scelto di donarci l’archivio del Corriere Padano. Una documentazione importante per studiosi, giovani storici e, naturalmente, per tutta la città». L’istituto in questione è quello di storia contemporanea di Ferrara e a parlare è la sua direttrice, Anna Maria Quarzi.

 

 

 

Ieri mattina Paolo Balbo, figlio di Italo (nel 1929 ministro dell’aeronautica e nel 1934 governatore della Libia), si è recato all’istituto di via Montebello (vicolo Santo Spirito, 11) per ufficializzare la donazione degli archivi integrali del Corriere Padano, fondato nel 1925 proprio da Balbo. Nei giorni scorsi inoltre, il figlio ha donato all’archivio centrale di Stato, che si trova all’Eur di Roma, l’archivio particolare del padre; ricco di documenti legati alla vita politica e privata del generale dai quali emerge una figura internazionale: Balbo aveva rapporti con persone in tutto il mondo.

 

 

 

«Non è stato facile staccarsi da queste carte che ho conservato gelosamente per più di quarant’anni a casa mia ma - spiega Paolo Balbo, avvocato di 86 anni - non c’era altro da fare. Penso sia giusto, oltre che logico, donare i documenti agli istituti di Roma e Ferrara affiché la figura di mio padre possa essere studiata nella sua completezza. E perseguirò questa strada, qualsiasi cosa di mio padre verrà messa a disposizione della Storia e degli studiosi. Penso che sia importante anche nei suoi confronti».

L’istituto di storia contemporanea di Ferrara destinerà all’archivio un’intera stanza che verrà intitolata “fondo famiglia Balbo”, così come è stato fatto nei mesi scorsi con il fondo Massimo Sani. Quando Italo Balbo morì nel 1940, il figlio Paolo aveva appena 10 anni ma i ricordi del padre sono ancora molto vivi nella sua memoria. «Di episodi in mente ne ho tanti ma in particolare ricordo la sua disperazione quando seppe dello scoppio della guerra, per lui fu un trauma terribile. Era contrario e -ricorda il figlio - diceva che l’Italia sarebbe diventata serva della Germania. Dai documenti emerge la persona che era, e ricordo proprio che lui era davvero come appariva».

 

 

Ma non è stato facile essere il figlio di Balbo, soprattutto nell’immediato dopoguerra quando la gente era stanca, arrabbiata, disperata e delusa. «Sono stati periodi duri e pieni di accanimento, tempi molto difficili ma - conclude - sono trascorsi tanti anni ormai». E nel corso di questi decenni, si è cominciato a guardare alla storia in maniera diversa, non con revisionismo si intende, ma con la consapevolezza che la storia, in quanto tale, va studiata e compresa in maniera limpida; senza ideologie. Ecco perché l’idea di avere in città un fondo Balbo, anche solo alcuni anni fa, pareva impensabile; del resto, proprio lo stesso Paolo Balbo, in una vecchia intervista rilasciata proprio alla Nuova Ferrara, aveva parlato di Ferrara come della città più anti balbiana di Italia.

«Il gesto di Paolo - dichiara Daniele Ravenna del Mibact - è da sottolineare perché si tratta di un atto veramente altruistico. Dopo la donazione all’archivio centrale dello Stato, quella di oggi (ieri per chi legge, ndr) chiude un cerchio molto importante».