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Un amico ricorda Maria Fede Caproni

Maria Fede ci ha lasciati improvvisamente il 6 novembre ultimo scorso. Dico “improvvisamente” perché fino a qualche tempo fa nulla faceva presagire che la sua scomparsa fosse così prossima: infatti anche secondo la testimonianza dei suoi amici più stretti, la sua straordinaria vitalità sembrava immutata. Per me che l’ho conosciuta fin dall’infanzia e le sono stato vicino durante tutta la sua vita, non riesco ancora a rendermi conto che non ci sia più.

 

Il Dott. Franco Briganti con la Contessa Maria Fede Caproni

 

Trovandomi nella suggestiva basilica di San Lorenzo al Verano, al suo funerale l’8 novembre 2017, tra le tante autorità, gli amici e gli estimatori non riuscivo a frenare la mia commozione e solamente ora mi sento in grado di poter parlare di lei. Si trattava indubbiamente di una donna eccezionale e di raffinata cultura. Aveva studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma. E’ stata sempre un’animatrice instancabile di innumerevoli iniziative aeronautiche; ha creato o contribuito a creare numerosi musei di aviazione, infinite mostre e organizzare mostre di aeropittura.

In qualità di socia onoraria è stata sempre una grande sostenitrice dell’Associazione Trasvolatori Atlantici.

Ho un vivo ricordo della sua voce squillante con la quale accoglieva al suo tavolo di lavoro numerosi amici che venivano a trovarla anche da fuori Roma, non solo per lavoro, ma anche per il piacere di conversare con lei.

Nel suo salone pieno di opere d’arte e cimeli aeronautici si incontravano: autorità militari, uomini politici, diplomatici, magistrati, scrittori, storici e artisti italiani ed esteri. Sposata con il professor Pietro Armani, uomo politico ed economista, ebbe tre figli maschi ed era circondata da numerosi nipoti per i quali provava un grandissimo affetto.

La sua mente era sempre in attività assorbendo notizie e informazioni di ogni tipo che con la sua incredibile memoria non dimenticava più. Figlia di Gianni Caproni, famoso progettista di aerei e altrettanto famoso industriale aeronautico e di Timina Guasti, creatrice del primo museo storico dell’aeronautica. Chiunque aveva la possibilità di conoscere Maria Fede rimaneva affascinato dalla sua cordialità, disponibilità e generosità. Incontrandola non si rimaneva mai delusi ma sempre arricchiti.

Ha scritto e fatto pubblicare numerosi libri di grande interesse aventi sempre per tema il volo e l’aeronautica. Un libro su di lei che consiglio, nonostante sia stato pubblicato senza farglielo leggere preventivamente (con suo evidente disappunto), è senza dubbio “Senza cozzar dirocco”. Tale pubblicazione è arricchita da numerose splendide fotografie. Maria Fede ha voluto farmi dono di tale libro dedicandomelo con queste parole: “Alcuni momenti della nostra vita trascorsi in parallelo con tanti giorni rari e pieni di affetto”.

È assolutamente impossibile raccogliere l’eclettica personalità di Maria Fede Caproni in queste poche righe che sono riuscito a mettere insieme nonostante il dolore per la perdita di un’amica così cara.

 

Franco Briganti

Commemorazione defunti al "Quadrato degli Atlantici"

Anche questo anno abbiamo ricordato i nostri cari con una mesta ma solenne cerimonia presso il Cimitero di Orbetello. Il “quadrato degli Atlantici” ha accolto le varie personalità presentandosi ordinato, ricco di fiori di stagione, con l’aggiunta di fiori singoli per ogni sacello, ad indicare il giorno speciale nel quale vengono ricordati ed omaggiati i defunti. Non erano presenti molti dei parenti e congiunti di coloro che riposano in questo luogo, spalla a spalla, quasi a voler ricordare le lunghe ore delle Trasvolate, trascorse insieme in cabina di pilotaggio e nei due scafi di galleggiamento. Ore frenetiche a volte, terrificanti altre, soprattutto in presenza di nuvole basse, pioggia battente e nebbia che nascondeva gli aeroplani della formazione ed il terreno sottostante. Ma la perfetta preparazione, fatta alla scuola NADAM di Orbetello, la grande passione che allignava in tutti loro, la forte volontà di arrivare al traguardo aiutarono tutti gli equipaggi facendoli giungere sulle rive del Nuovo Continente. Era la prima volta che 24 aeroplani attraversavano l’Atlantico compiendo una impresa che permise in seguito di aprire le vie aeree commerciali verso il nord e sud America. Una grande e memorabile impresa impoverita, quel due novembre scorso, da una scarsa presenza di familiari e di Soci, me compreso, del Sodalizio. Chi muore tace e chi vive si da pace recita un proverbio antico ma la pace credo che la si debba trovare soprattutto ricordando ed onorando chi ci ha messo al mondo o chi, con il suo esempio ci ha guidati nella vita. Onoriamoli comunque anche dalle pagine elettroniche di questo nostro sito ricordando anche coloro… che la terra non accolse e che il mare non restituì.

 

 

 

Di seguito la breve cronaca della giornata inviata dal nostro socio M.llo Fontanelli che, in veste di Sottufficiale di collegamento tra noi ed il Quarto Stormo, ha organizzato la cerimonia in modo impeccabile, con un elevato senso del dovere, con la passione per gli Atlantici e con la certezza che la tradizione ed il ricordo siano valori assoluti e condivisibili.

  • Ringraziamo quindi il 4° Stormo, nella persona del Ten. Col. Luca Lucetti, Capo Ufficio Comando del 4° ST.
  • La graziosa Vicesindaco di Orbetello, Avv. Chiara Piccini
  • Il Vescovo officiante S.E.R. Giovanni Roncari
  • Il personale militare intervenuto e le varie Associazioni Combattentistiche e d’Arma che, come gli anni scorsi, hanno omaggiato i nostri defunti con la loro presenza.

Un ringraziamento anche alla cittadinanza di Orbetello, luogo a noi caro in quanto custode delle memorie di una Aviazione antica ed allo stesso tempo moderna.

 

 

 

Onore ai caduti e deposizione delle corone della A.M. e della A.T.A., da parte del Ten. Col. Lucetti, dell’Avvocato Piccini, e del Presidente A.T.A. Renato Valle.

Il Vescovo in preghiera davanti alla tomba di Italo Balbo.

 

In ricordo di Maria Fede Caproni

La nostra Associazione ha avuto, negli ultimi 12 giorni, due situazioni importanti e significative da affrontare, la dipartita improvvisa ed inaspettata della nostra socia d’Onore, N.D. Maria Fede Caproni di Taliedo e la cerimonia funebre del 2 novembre, dedicata ai nostri Atlantici sepolti nel “quadrato” all’interno del cimitero di Orbetello.

La nostra amica Maria Fede ha lasciato in tutti noi tanta amarezza ed incredulità, amarezza perché non avremo più l’occasione di incontrarla né nelle cerimonie ufficiali né nel suo palazzo dove, seduta ad un tavolino, posto davanti ad una grande finestra, ingombro di libri, di documenti e di carte relative alla storia della Aeronautica faceva tante domande e sciorinava interessanti aneddoti e racconti aeronautici che scaturivano da una memoria, ferrea, informata, a volte aggressiva ed a volte accomodante.

  

 

Lì veramente si respirava aria aeronautica sana e piena di significati e si era costretti poi a navigare freneticamente su Internet o a visitare biblioteche pubbliche e private al fine di scartabellare libri e trattati con lo scopo di informarsi sulle novità aeronautiche, che ogni volta, la Contessa Maria Fede metteva sul tavolo. Tutto ciò ha contribuito, credo. A creare un interessante “circolo di storia e cultura Aeronautica” nel quale operano storici professionisti, piloti che hanno voglia di raccontare le loro avventure, ufficiali di varie forze armate desiderosi di ampliare i loro orizzonti, ricercatori storici dilettanti che, spronati da Maria Fede, facendo tesoro dei suoi racconti e del materiale che immancabilmente metteva a disposizione di tutti coloro che Lei riteneva meritevoli e costruttivi, un vastissimo archivio di “scienza” Aeronautica dagli albori ai giorni nostri. Ci mancherai cara amica e ci mancheranno anche i tuoi pranzetti offerti, magari dopo una mattinata di duro lavoro, con allegria e sincerità.

Sei stata molto utile e molto vicina anche a noi Atlantici cominciando da quelli veramente importanti e di grande carisma per arrivare al più semplice aviere che, con passione e discernimento aveva contribuito a far si che le imprese aviatorie di qualunque tipo e difficoltà, terminassero in un trionfo. A tal proposito allego uno scritto che Maria Fede preparò, per noi figli di Atlantici, uno scritto semplice, pieno di amore e di passione. Grazie Maria Fede ho scritto, questa mattina, sul registro dove una immensa folla ti ha lasciato un ricordo, queste parole:

Cara Maria Fede gli “Atlantici” ti accompagneranno nel tuo volo celeste e con loro ti sentirai a casa. Grazie Maria Fede e guidaci quando passeggerai nelle “grandi praterie”, dacci una mano, come sempre hai fatto, a rimanere fedeli alla tua passione ed al tuo immenso SAPERE AERONAUTICO.

 

     GLI ATLANTICI

 

 

Uno dei cento era mio padre. Ha contato con ansia i battiti del motore come note di una sinfonia.

Ha gridato “terra”, gettando al vento tensioni mai più sofferte nelle nebbie dell’estremo nord. Ha temuto divenisse fragile l’ala carica di ghiaccio.

Suo è stato il trionfo tra l’immensa folla. Ai lavoratori italiani usciti dalle viscere di Manhattan, ha donato una coccarda tricolore, ha visto il loro orgoglio sbocciare tra le lacrime di gioia per una Patria divenuta Astro solare.

Nel lindo cimitero di Orbetello i Trasvolatori riposano uniti.

Lì, ogni anno, noi figli, ci inchiniamo in preghiera corale. Allora sento che gli ideali che furono suoi danno luce e certezze anche al mio cammino.

 

Cerimonia "America 87"

Nel mese di giugno del 1987 dalla base di Gioia del Colle, sede del 36° Stormo, prendeva avvio l’Operazione “America ‘87”, al Comando dell’allora Col. Antonino Altorio che, a distanza di circa cinquant’anni dalle indimenticabili “Crociere Atlantiche”, vide per la prima volta i Tornado A.M. effettuare un rischieramento operativo negli U.S.A., trasferirsi senza scalo dall’Europa al Nord America con alcuni rifornimenti in volo da velivoli Tanker della R.A.F per rischierarsi a Selfridge, Michigan, U.S.A .

Il contingente di velivoli, personale e materiale era composto a “framework” 156° Gruppo-36° Stormo, comprendeva anche alcuni velivoli, equipaggi, personale e materiale del 6° Stormo (154° e 155° Gruppo) e 1° R.M.V. di Cameri, nonché rappresentanti operativi, logistici e della comunicazione a livello Forza Armata.

America ’87, pianificata e condotta in autentica sinergia e coesione fra tutte le componenti della Forza Armata, ha costituito una pietra miliare non soltanto per la linea Tornado, ma per l’intera A.M., consentendo fin dall’anno successivo la partecipazione dei Tornado alle Esercitazioni “Red Flag”, e culminata con l’Operazione “Locusta” del 1990-1991 per la liberazione del Kuwait.

In tal senso, su iniziativa dell’Associazione Pionieri dell’Aeronautica e con la partecipazione dell’Associazione Trasvolatori Atlantici, nella ricorrenza del Trentennale di “America ‘87”, il giorno 26 settembre 2017, dalle 9 alle 15,00, si svolgerà a Pratica di Mare un evento che vuole essere non solamente celebrativo e/o rievocativo, ma anche di approfondimento, di studio e sociale, a cui potranno prendere parte, anche con familiari ed ospiti, i partecipanti dell’epoca e personale a vario titolo interessato, secondo il programma e le modalità comunicate a chi darà la propria adesione alla Segreteria Associazione Pionieri dell’Aeronautica, Via. Marcantonio Colonna 23, Roma – tel. 368974002  mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per i soci dell’A.T.A. contattare il sig. Arcangeli, tel. 3489005815, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

PROGRAMMA

Ore 9,00   Arrivo al parcheggio dell’aeroporto di Pratica di Mare: disbrigo formalità.

 “    9;30   Presso il C.S.V. caffè di benvenuto, briefing in aula. Annullo filatelico.

 “   11,00  Trasferimento in linea di volo R.S.V. , mostra statica, presentazione in volo.

 “   12,15  Trasferimento in mensa.

 “   15,00  Termine raduno

 

Gli interessati e i loro ospiti potranno inviare la propria adesione per mail, entro il 19 settembre p.v. unitamente alla copia fotostatica del relativo documento di identità completo in ogni sua parte.

Il costo del raduno, comprendente pranzo e gadget vari, è di € 35 da versare entro la stessa data sul c/c IBAN IT32P0100503367000000000128 intestato a Bacchini Pier Luigi. Poi si prega di allegare la ricevuta del versamento.

 

 

Inaugurazione del Percorso Storico del 31° Stormo A.M. a Ciampino

Il 1° giugno 2017 sull'aeroporto militare di Ciampino presso la base del 31° Stormo A.M., ha avuto luogo l'inaugurazione di una mostra che ripercorre la storia di questa famosa unità aerea che è gemellata con l'Associazione Trasvolatori Atlantici.

Il Dott. Briganti e sua moglie

 

Ufficiali Stormo e soci ATA

 

In qualità di figlio del Col. Alberto Briganti, primo comandante del suddetto stormo, sono stato invitato alla cerimonia dal suo attuale comandante il Col. Filippo Quagliato.

 

Col. Briganti

 

Poiché mio padre ci ha lasciato vari scritti sull'argomento, sono lieto di fare un breve riassunto sulle lontane origini del 3lmo che risalgono al nucleo originario costituito sull'idroscalo di Orbetello nel gennaio del 1930 al comando del Ten. Col. Umberto Maddalena per consentire l'addestramento degli equipaggi che, agli ordini del Ministro dell'Aeronautica Italo Balbo, avrebbero preso parte alle crociere aeree di massa del Sud Atlantico e del Decennale.

Nella sua autobiografia mio padre racconta che nel mese di ottobre 1933, lasciato l'incarico di aiutante di campo del re, ricevette una telefonata da Roma da parte del Col. Stefano Cagna con la comunicazione che Balbo voleva vederlo a Roma il giorno seguente. Durante questo incontro venne a sapere che Italo Balbo (appena promosso Maresciallo dell'Aria) sarebbe diventato Governatore della Libia e che il Col. Cagna avrebbe dovuto seguirlo in questo nuovo incarico. Nel frattempo il Col. Cagna era stato nominato comandante dello stormo da bombardamento marittimo appena rientrato dalla Crociera del Decennale e che si trovava presso l'idroscalo di Orbetello. Il neo Governatore aveva pertanto stabilito che il comando dello stormo atlantico doveva essere assunto da mio padre che nel frattempo era già stato trasferito a Milano per comandare uno stormo da bombardamento terrestre. Mia madre quindi ed io, all'epoca unico figlio, andammo ad installarci in una palazzina situata nella parte più alta della vecchia fortezza spagnola di Orbetello, ai piedi della quale si trovava la base aerea con tutti i suoi edifici. Il Col. Cagna passò le consegne dello stormo in una giornata piovosa trasferendo a mio padre un cappotto di pelle che era stato indossato da Italo Balbo durante l'ultima crociera.

 


Col. Cagna

 

 

Lo stormo venne diviso in due gruppi: uno comandato dal Magg. Biani e composto da 4 squadriglie comandate da capitani provenienti dall'ultima Crociera Atlantica, l'altro comandato dal Magg. De Capoa proveniente dalla ricognizione. Il rimanente personale di volo era stato scelto tra giovani ufficiali provenienti dalla caccia terrestre con l'intenzione di dar loro la possibilità di fare nuove esperienze. Con grande sorpresa di mio padre, i piloti da caccia non erano affatto soddisfatti di volare con gli S55 che definivano "quei doppi cassoni"(sic!) che richiedevano una condotta di volo nuova che diventava abbastanza complicata ove il mare fosse agitato.

 

Il Gen. Valle, diventato C.S.M. dell'Aeronautica, era stato un promotore dell'inserimento di piloti terrestri nello stormo e resistette a lungo alle preoccupazioni di mio padre che vedeva già la probabilità di eventuali danneggiamenti degli splendidi S55X che erano tornati in perfetto stato e propose quindi come alternativa di destinare lo stormo a scuola del volo senza visibilità per il quale il personale era addestratissimo. Alla fine il Gen. Valle diede il suo benestare a tale proposta e quindi iniziarono gli addestramenti ai voli senza visibilità.

 

I piloti provenienti da tutti i reparti dell'aeronautica e di tutti i gradi fecero dei corsi di 12 ore di volo con i finestrini offuscati da vere e proprie tendine che impedivano la visuale dell'esterno. Alla fine del corso gli aerei venivano fatti volare in Sardegna o in Sicilia sempre con le stesse modalità.

Successivamente furono svolti presso lo stormo corsi di navigazione aerea, di radiotelegrafia, di radiogoniometria, di meteorologia, di volo strumentale e di radio-guida.

 

Strumenti dell'epoca e attuali

 

Per questa attività didattica erano molto preparati anche numerosi sottufficiali e graduati specialisti. Negli anni successivi vennero svolti anche corsi per ufficiali stranieri, di nazionalità cinese, argentina e norvegese. 

Tra i documenti lasciati da mio padre ho trovato un encomio del Comandante della 3° ZAT, Gen. Aurelio Liotta, che mette in evidenza come ben 2500 ore di volo strumentale erano state effettuate senza il minimo danno e con ottimi risultati.

 

Encomio

 

Negli anni dal 1934 al 1936 tutti i voli notturni degli idrovolanti vennero effettuati dall'idroscalo di Orbetello.

Il 1° gennaio 1936 lo stormo assunse la denominazione di 31° stormo e il 28 marzo 1937 ricevette la bandiera di guerra.

Mio padre lasciò il comando dello stormo al Col. Pilota Ruggero Bonomi nel 1936.

Iniziato il 2° conflitto mondiale, il 31° si comportò molto eroicamente e i seguenti uomini furono decorati con medaglie d'oro al valor militare: l'aviere armiere Carmelo Raiti che diede il suo nome allo stormo, il sottotenente pilota Giovanni Del Vento, l'aviere marconista Gino Vesci e 2 tenenti di vascello osservatori Giuseppe Majorana e Bruno Celeari.

Non mi dilungherò a scrivere delle molteplici attività svolte dal 31° stormo dopo il 2° conflitto mondiale, mi limiterò a ricordare che il suo compito principale è stato quello di assicurare il trasporto delle autorità dello stato, i trasporti sanitari d'urgenza, tra i quali il trasporto di organi da trapianto e interventi a favore di persone comunque in situazioni di rischio. Per questa attività il 31° stormo si è meritata una medaglia d'argento al valore civile e una medaglia d'oro al merito della sanità pubblica.

Il 31° stormo è stato impiegato nel corso di tutte le calamità che hanno colpito il nostro paese negli ultimi 30/40 anni (alluvioni, terremoti, ecc.). Naturalmente una gran parte della sua attività è stata compiuta dal suo centro elicotteri perché questi velivoli sono i più adatti alle operazioni di soccorso. Questa importante attività, svolta non solo in Italia ma anche all'estero, è stata illustrata e documentata dalla mostra inaugurata il 1° giugno a Ciampino con l'intervento non solo dei dipendenti del 31° stormo ma anche di molti ex dipendenti che rimangono molto affezionati al glorioso reparto di cui hanno fatto parte.

 

(F.B.)