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Replica S.55X

Gentili Soci e appassionati,

di seguito la descrizione dell'avanzamento dei lavori per la realizzazione della replica del glorioso Savoia Marchetti S.55X, gentilmente comunicataci dal Coordinatore del progetto, Ing. Meani, portato avanti dal Savoia Marchetti Historical Group in partnership con primarie aziende del campo aeronautico.

L'Associazione Trasvolatori Atlantici ha dato il suo patrocinio per l'attuazione dell'ambito progetto.

 

Aggiornamento sulla realizzazione della replica dell'S.55X I-BALB a cura di Filippo Meani

A Volandia, il parco-museo del volo nelle ex officine Caproni di Vizzola Ticino, si possono ammirare i pezzi di un idrovolante SIAI Marchetti S.55X I-BALB che riprende forma, secondo questo cronoprogramma, grazie all’impegno di volontari e sponsor del Savoia Marchetti Historical Group, al fine di ricordare l’inventiva italiana dell’epoca e spronare le nostre industrie a guardare al futuro con ottimismo, memori che la nostra intelligenza, la nostra fantasia e il nostro spirito sono capaci di farci superare le difficoltà economiche e politiche che caratterizzano il nostro tempo. Se sapremo collaborare, come fecero Balbo, Capè e Marchetti.

L'impostazione

Ricordiamo che abbiamo rinunciato ad una replica volante in favore di una copia museale, rispettando la configurazione progettuale di Marchetti, con l’obiettivo di esibire un manufatto assolutamente aderente all’originale. Per consentire di conoscere e apprezzarne la struttura, si è stabilito di lasciare la metà destra dell'apparecchio priva del rivestimento. L'unica deroga al progetto, giustificata dalla necessità di contenere i costi della realizzazione, è l'utilizzo per la struttura lignea di essenze diverse da quelle previste a progetto, purché fornite gratuitamente…!.

La documentazione

La prima fase dell'impresa è stata la ricognizione, restauro, digitalizzazione e completamento della documentazione disponibile per la costruzione dell’I-BALB, l’S.55X di Italo Balbo. L'Associazione Lavoratori Seniores SIAI Marchetti è depositaria del prezioso patrimonio costituito dai disegni e dagli altri documenti tecnici relativi ai progetti dell’azienda e si sta battendo per il riconoscimento di tale archivio con finalità museale.

Gli impennaggi

Il primo elemento al quale si è posto mano sono gli impennaggi, il sottoassieme nel quale le strutture metalliche sono presenti in maggior misura. In tutto l'apparecchio sono ovviamente presenti molti elementi metallici di rinforzo locale, ma in effetti la struttura è quasi totalmente in legno, essendo l'utilizzo strutturale del metallo limitato alle parti mobili (timone orizzontale, timoni verticali, alettoni) e alle derive.

Le travi di coda

La loro struttura è in legno, con inserimento di alcuni elementi metallici aventi funzione di interfaccia di collegamento e ancoraggio dei tiranti di irrigidimento. Quattro travi, sagomate a costituire complessivamente una sezione ellittica, sono collegate da una numerosa serie di ordinate, un terzo delle quali massicce, le altre più sottili.


Il castello motori

Il castello che supporta i due motori è un robusto cavalletto di legno costituito essenzialmente da una culla sostenuta da quattro gambe. Il collegamento è assicurato da massicce staffe di raccordo in acciaio, traforate per alleggerimento. I 2 puntoni, anteriore e posteriore, sono metallici con la finalità di resistere alle sollecitazione dell’ammaraggio.


 

Eliche e motori

Le eliche sono state realizzate dallo scomparso, Gianluigi Merletti titolare dell’omonima ditta con fresa a 5 assi. L’alluminio è stato fornito da Marco Monti titolare ditta  Aviometall. Le copie dei motori Isotta Fraschini Asso 750, sono state realizzate, in Ureol ad alta densità, (300 kg/m3) a cura di Gabriele Caccia, contitolare della ditta Plyform, utilizzando un modello 3D realizzato da Ugo Vicenzi.


Scafi  

Gli scafi, attualmente in fase di realizzazione, sono un impegno costruttivo rilevante, non tanto per la complessità strutturale quanto per le rilevanti dimensioni (quasi 10 metri di lunghezza e più di due in larghezza e altezza) e il peso (più di 700 kg ciascuno).


Piano centrale

Recentemente abbiamo preso contatto con l’istituto ASLAM di Lentate sul Seveso che, avendo a disposizione ottime macchine utensili, ci potrà assicurare la fornitura di particolari dimensionalmente perfetti al fine di garantire la perfetta geometria del piano centrale a cui saranno vincolati tutti gli altri elementi costruttivi.


 

Semiali

La nostra speranza è che le semiali possano essere realizzate dal reparto AM di Piacenza, che sta restaurando l’S.79 a suo tempo giacente a Volandia, considerata la similitudine con la tecnologia delle ali di quest’ultimo, anzi la maggior semplicità, quindi la realizzazione di quelle dell' S.55 potrebbe essere vista come propedeutica a qualla del 79… Dal canto nostro confermiamo la disponibilità a supportare con disegni e informazioni tecniche, in fase di digitalizzazione, il lavoro sul 79. D’altro canto continuiamo a pensare che l’S.55X sarebbe il testimonial più blasonato per il centenario di fondazione AM nel 2023

 

Conclusioni

Come diceva Quinto Orazio Flacco, poeta latino vissuto fra il 65 e l’8 A.C. e ricordato da Franco Bugada,  Multa renascentur quae iam cecidere (“Molte cose rinasceranno che sono ormai cadute”).

 

(M.D.F.)

86° anniversario della 2^ Crociera Atlantica

Il 1° luglio, presso il 31° Stormo di Ciampino, si è svolta una mostra filatelica, fotografica e di materiale storico di interesse, in occasione della ricorrenza della crociera aerea del Nord Atlantico del 1933 e in memoria dei Trasvolatori guidati dal Maresciallo dell’Aria, Italo Balbo.

Uno scorcio della mostra (foto Santo Cucè)

Il 31° Stormo di Ciampino, al comando del Col. Dimitri Pasqualetti ha celebrato l'impresa storica in collaborazione con l'Associazione dei Pionieri dell’Aeronautica e l'Associazione Trasvolatori Atlantici.

Presenti all’evento il Presidente dell’A.T.A., Cav. Lav. Ing. Umberto Klinger, i vice presidenti Paola Balbo e Giuseppe Arcangeli, il Segretario, prof. Marco Di Francesco e diversi soci, unitamente al Labaro del Sodalizio.

Il Labaro dell'A.T.A. (foto Santo Cucè)

 

Da sinistra: il Presidente dell'A.T.A. Cav. Lav. Ing. Umberto Klinger, la vice Presidente Paola Balbo, il Segretario Marco Di Francesco, il vice Presidente Giuseppe Arcangeli (foto Santo Cucè)

 

La crociera del 1933, compiuta esattamente 86 anni fa, è considerata fra le più grandi imprese aeronautiche di tutti i tempi; si svolse in concomitanza della Fiera Mondiale delle Esposizioni a Chicago e portò l’Italia e la giovane Forza Armata (resa autonoma solo pochi anni prima) alla ribalta delle cronache mondiali.

L'anniversario ha voluto ricordare l'impresa compiuta 86 anni fa quando, gli equipaggi composti da oltre 100 tra piloti e specialisti e 25 idrovolanti Savoia Marchetti S.55 X, Italo Balbo effettuò due crociere Atlantiche: una da Orbetello a Chicago e l'altra di rientro fino ad Ostia. Quello che venne realizzato fu un progetto ambizioso, complesso sia da un punto di vista logistico che di supporto navale.

Il ricordo del coraggio, dello spirito di sacrificio e di abnegazione degli uomini che ne sono stati i protagonisti, costituisce ancora oggi un punto di riferimento e d'ispirazione nell'impegno che il personale dell’Arma Azzurra e del 31° Stormo in particolare profonde giornalmente nell'assolvimento dei propri compiti istituzionali, fedele al motto "a rinnovar le gesta".

Diversi gli eventi che si sono susseguiti nel corso della giornata: l'annullo postale da parte di personale delle Poste Italiane in ricordo dell'inizio della spedizione, la consegna dei diplomi ai nuovi pionieri da parte del Presidente dell'Associazione Pionieri dell’Aeronautica, Gen. S.A. (r) Antonino Altorio, la presentazione del libro di Fabrizio Chiaramonte, socio dell’A.T.A., dal titolo "Le comunicazioni radio nella Crociera Aerea del Decennale", l'esposizione di opere della Dott.ssa Marcella Mencherini, la donazione di materiale storico da parte della Signora Paola Bellini Balbo allo Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare e la donazione della divisa appartenuta all’Atlantico, Cap. Edoardo Calarese da parte del nipote, Magg. E.I. Walter Calarese.

L'annullo postale (foto Bernardino Bergamaschi)

 

Donazione della divisa dell'Atlantico, Cap. Edoardo Calarese (foto Santo Cucè)

Ha fatto visita alla mostra anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. S.A. Enzo Vecciarelli.

 

Da destra: il Gen. S.A. (r) Altorio, Presidente dei Pionieri dell'Aeronautica, il Col. Pasqualetti, C.te del 31° Stormo, il Gen. S.A. Vecciarelli, Capo di SMD, la dott.ssa Mencherini, il sig. Bacchini, Segretario dei Pionieri (foto Nucleo fotografico 31° Stormo)

In attesa dell’inaugurazione e del taglio del nastro, il Gen. Isp. Capo Basilio Di Martino, storico militare e dell’Arma Azzurra, ha offerto spunti di riflessione anziché limitarsi a rievocare la descrizione della Crociera.

 

Il Gen. Isp. Di Martino durante il suo intervento e il Labaro dei Pionieri dell'Aeronautica (foto Santo Cucè)

A presiedere l'evento il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, Gen. S.A. Alberto Rosso che, nel corso del suo intervento, oltre a ringraziare tutti i presenti per aver contribuito alla realizzazione delle celebrazioni, ha sottolineato l'importanza di garantire continuità tra passato e presente.

L'inaugurazione della mostra con il taglio del nastro da parte del Capo di S.M.A., Gen. S.A. Rosso e la vice Presidente dell'A.T.A., Paola Balbo (foto Nucleo Fotografico 31° Stormo)

 

 

Il Capo di S.M.A., Gen. S.A. Rosso durante il suo intervento (foto Santo Cucè)

(M.D.F.)

Le Crociere aeree di Balbo e Pietraperzia (EN)

Domenica 28 aprile 2019 a Pietraperzia (EN) si è svolta una conferenza sulle Crociere aeree di Balbo patrocinato dall’Associazione Trasvolatori Atlantici (A.T.A.) e dalla Pro Loco di Pietraperzia. Alta è stata l’affluenza del pubblico, che ha riempito la sala della Società Combattenti e Reduci in Piazza Vittorio Emanuele.

Il Consigliere dell’A.T.A. Dr. Salvatore Palascino ha introdotto le due crociere aeree mediterranee di Italo Balbo del 1928 e del 1929 e le due Crociere aeree Atlantiche del 1930 e del 1933.

Il socio A.T.A. Ing. Fabrizio Chiaramonte, autore del libro “Le comunicazioni radio nella Crociera Aerea del Decennale – Strumentazioni e Infrastrutture della Seconda Crociera Atlantica del 1933” e nipote del Trasvolatore Francesco Chiaramonte originario di Pietraperzia, ha introdotto la figura del nonno ed il suo ruolo di marconista nell’idrovolante I-RECA. Inoltre ha spiegato la complessa organizzazione che Italo Balbo dovette mettere in piedi al fine della buona riuscita dell’impresa, che portò 24 grossi idrovolanti a compiere per la prima volta al mondo la doppia traversata dell’Oceano Atlantico del nord.

La preparazione dell’impresa durò oltre due anni ed avvenne all’interno della scuola N.A.D.A.M. (Navigazione Aerea D’Alto Mare) di Orbetello comandata dal Generale di B.A. Aldo Pellegrini.

   

Una delle sfide dell’impresa fu riuscire a condurre in formazione gli idrovolanti attraverso tratte ricche di nebbie fitte e persistenti, in particolare la traversata dell’Atlantico da Reykjavik (Islanda) a Cartwright (Canada). Lo strumento chiave per superare la grande sfida del volo senza visibilità fu la radio, che venne utilizzata come collegamento tra gli aerei in volo, come bussola verso quelli che erano chiamati “radiofari”, cioè sorgenti emittenti di onde radio poste durante il percorso di ogni tappa, ed infine come servizio di divulgazione delle condizioni meteo attuali e previsionali lungo il percorso, con eventuale fornitura di percorsi alternativi in caso di pericolo. Per permettere alla radio di adempiere al suo compito, la scuola N.A.D.A.M. dovette costituire, anche tramite accordi con tutte le nazioni coinvolte, l’infrastruttura della rete di telecomunicazioni e normarne i servizi, tenendo conto che all’epoca la radioassistenza era ad esempio assente nelle tratte Atlantiche. La complessa preparazione portò all’allestimento di 16 basi terrestri e 16 basi navali. Le prime furono comandate ciascuna da un ufficiale della Regia Aeronautica; per le seconde fu chiesta la partecipazione della Regia Marina, che mise a disposizione quattro unità (i sommergibili Balilla e Millelire, le vedette Matteucci e Biglieri), e la stessa Regia Aeronautica giocò un ruolo attivo per la prima volta nella storia: fornì la sua nave “Alice”, pose i suoi ufficiali a comando delle 6 baleniere noleggiate a Fleetwood nel mare d’Irlanda (Daily Chronicle, Somersby, Wellvale, Authorpe, Malaga, San Sebastiano) ed i suoi avieri all’interno degli equipaggi; inoltre venne affittato un rompighiaccio russo (Ungava) e furono messe a disposizione quattro navi dal governo Danese per supporto meteorologico (Maagen, Fylla, Hvidbjorner, Island Falk).

Nella terza parte della conferenza il Dr. Salvatore Palascino ha raccontato i festeggiamenti avvenuti a Pietraperzia nel 1933 in occasione del ritorno in paese di Francesco Chiaramonte, Medaglia d’Argento al Valore Aeronautico, avendo a disposizione numerose foto d’epoca scattate per l’occasione ed appartenenti alla famiglia Chiaramonte.

 

Al convegno ha partecipato con interesse anche il Sindaco di Pietraperzia, avv. Antonio Bevilacqua, che si è reso parte attiva nella conservazione della memoria della seconda Crociera aerea Atlantica del 1933 e del marconista originario di Pietraperzia, Francesco Chiaramonte. Al Sindaco infatti la famiglia Chiaramonte ha donato, al termine del convegno, una foto di Francesco Chiaramonte incorniciata, che ora è affissa nel suo ufficio nello stesso punto in cui era rimasta fino agli inizi degli anni ottanta.

 

(M.D.F.)

Ala Alessandro MARCHETTI

Siamo lieti di informarvi che, il 9 marzo 2019 è stato costituito, presso la Sala delle Conferenze del Museo della Città di Cori, il comitato “La Chimera” (1° velivolo realizzato Marchetti) per promuovere la realizzazione della “Ala Alessandro Marchetti” nel Museo medesimo.

 

Il Presidente dell'A.T.A., Cav. Lav. Ing. Umberto Klinger

 

Chimera aereo progettato da Alessandro Marchetti vola per la prima volta dal campo di volo di Centocelle Roma - 1911

 

L’A.T.A. si è costituita tra i fondatori per sostenere l’iniziativa che ricorda l’Ing. A. Marchetti quale progettista degli idrovolanti protagonisti delle Trasvolate Atlantiche di Italo Balbo.

 

Alessandro Marchetti sull’ala della sua creazione più famosa, l’idrovolante S55

 

Balbo e Marchetti

 

S-55

 

 S-55

(M.D.F.)

Il Tricolore al Parco delle Crociere

Il socio Bernardino Bergamaschi ci segnala la ricomparsa del Tricolore al Parco delle Crociere che è tornato a sventolare dopo moltissimi anni di assenza. Ci congratuliamo con lui per la sua fattiva collaborazione alle attività dell’Associazione.

 

 

 

 

Il giorno dell'inaugurazione del Sacrario, al Parco degli Atlantici, avvenuto il 13 novembre 1960, alla presenza del Ministro della Difesa on. Giulio Andreotti e del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. S.A. Silvio Napoli, anch'egli "Atlantico" e promotore dell'iniziativa, è stato solennemente celebrato il 30° anniversario della Crociera  Italia-Brasile ed in tale occasione venne ricordata anche  la grande Crociera  Italia-USA, il Tricolore era presente in modo ragguardevole come visibile nella foto seguente.

 

(M.D.F.)